
Ho appena letto un libro bellissimo.
Un libro di appena 165 pagine, scritto con un nitore tale, da dare i brividi di una poesia perfetta. Da tempo non mi avventuravo in una scrittura così coinvolgente. E in un romanzo così profondo. Uno dei pochi che si interrogano sul nostro rapporto con il sacro.
La storia è avvincente, anche se – a raccontarla – è più banale del riassunto dei Promessi sposi.
Ci provo. Nell’antefatto, si racconta dell’apparizione della Madonna a Santa Catherine Labourè nel 1830, a Parigi, nel convento delle Figlie della Carità. Quasi due secoli dopo, nello stesso convento, troviamo suor Anne, che vi è entrata a 13 anni dopo un’infanzia violata, ed è una suora dal volto sereno e dagli occhi verde chiaro dolci e penetranti che ispiravano fiducia e affetto. Una consorella più anziana, un giorno le rivela di avere fatto un sogno: “La Vergine Maria ti apparirà in Bretagna”.
Suor Anne non dubita un attimo e si fa trasferire a Roscoff, una cittadina sul Mare, sulla punta nord del Finistère, fra l’Oceano e la Manica. E là scopre il colore del mare bretone quell’azzurro verde, chiamato glaz, che, nelle poche giornate di sole, «è una domanda, più che un colore». Ad attenderla, trova suor Delphine, una religiosa di mezza età, e la comunità di fedeli del paese, abitato da poche anime. Tra queste, alcuni abitanti sulla vicina isola di Batz, grande poco più di uno scoglio:
- Michel Bourdieu, bigotto professore di storia, si vanta di non aver mai mancato ad una messa in vita sua;
- Sua moglie e la figlia Julia, bambina dalla salute cagionevole, che soffre di asma;
- Suo figlio Hugo, adolescente, appassionato di astronomia; ha la passione per lo studio ed è mal sopportato dal padre.
Sull’isola vivono anche
- Isaac, un compagno di classe di Hugo, da sempre bullizzato per i suoi lineamenti dolci, quasi femminili;
- suo padre Alan, chiuso nel suo dolore: i due, da quando dieci anni prima è morta la loro madre e moglie, non si curano più degli altri e della vita;
- la signora Madenn, proprietaria della trattoria dell’isola, dalla sensibilità acutissima e materna, che si preoccupa che Isaac mangi qualcosa di caldo ogni giorno; e lo protegge.
Un giorno, al tramonto, avviene davvero un’apparizione, qualcosa o qualcuno assorbe lo sguardo di uno dei personaggi. E così sarà per i tramonti a venire. Ma non sarà suor Anne a “vedere”.
La notizia dell’apparizione suscita sull’isola varie reazioni: c’è chi smette di credere, c’è chi invece inizia a credere proprio allora. Alcuni gridano al miracolo, altri alla truffa. La vita di Isaac, di Hugo, di Bourdieu e soprattutto di suor Anne, di fronte a quella prova di fede, cambierà per sempre. E vacilleranno, prima di un finale inaspettato che lascerà aperte tutte le domande.
L’Apparizione è un romanzo delicato, intimo, terso come un’alba. Non è un libro mistico, piuttosto spiazzante, dove i colpi di scena si susseguono e non avviene mai ciò che ci si aspetta. Vi pulsa forte il bisogno di ciascuno di credere in qualcosa: in una religione, in un’apparizione, in un miracolo, nella vita che chiama da tutte le parti.
E ti pare che una storia così possa accadere solo in Bretagna: terra di tradizioni cristiane, celtiche e pagane; terra di leggende, di tensioni fra finzione e realtà; terra affascinate, ostile, dai contrasti forti come le sue maree; terra fiera e limpida lassù, nel Finis Terrae.
