
Cordova.
Lontana e sola.
Cavallina nera, grande luna,
e olive nella mia bisaccia.
Pur conoscendo le strade
mai più arriverò a Cordova.
Nel piano, nel vento,
cavallina nera, luna rossa.
La morte mi sta guardando
dalle torri di Cordova.
Ah, che strada lunga!
Ah, la mia brava cavalla!
Ahimè, che la morte mi attende
prima di giungere a Cordova!
Cordova.
Lontana e sola.
“Canzone di cavaliere” è una lirica breve e intensa, famosissima, di Federico García Lorca, tratta dalla raccolta Canzoni (1921-1924).
La poesia si basa su un’immagine suggestiva: un cavaliere solitario, nel paesaggio andaluso, in viaggio verso Còrdova, una meta che non potrà mai raggiungere: la luna rossa è simbolo della morte incombente.
Il testo è limpido, fatto di poche immagini essenziali, musicalmente ripetute e variate, capaci di evocare paesaggi e stati d’animo. Còrdova, la città amata e desiderata, è un miraggio struggente: è lontana, ma perché è sola? Perché prova un sentimento così umano come la solitudine? Oppure è il cavaliere che proietta sulla meta il proprio senso di vuoto, il proprio destino oscuro, una morte che verrà, inevitabilmente, prima di arrivare a Còrdova?
E perché il cavaliere, pur conoscendo la strada, non arriverà mai a Còrdova? E cosa significa che la morte lo sta guardando dalle mura di Còrdova? Ognuno risponda come vuole: è tutto nostro quel viaggio esistenziale verso una meta che resta un miraggio.
Tutte le immagini dette (la cavallina, la luna, Cordova, la morte) si uniscono a formare una struttura molto compatta, circolare (tre strofe di quattro versi, tutte concluse con la parola Cordova).
L’uso di simboli, l’insistenza sul parallelismo delle strutture metriche e sintattiche e sui toni amari, sul tema della morte, del fallimento esistenziale, rimandano ad una tradizione culturale ben precisa, quella del flamenco andaluso. Si spiega allora il titolo musicale attribuito al testo: Lorca vuole mettere in primo piano la ricerca di musicalità che costituisce il carattere specifico del discorso poetico.
NOTA: Ho scaricato l’immagine da Google-Immagini
