EUGENIO MONTALE, La casa dei doganieri

Claude Monet, La casa dei doganieri a Pourville
Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t' attende dalla sera
in cui v' entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non é più lieto:
la bussola va impazzita all' avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s'addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell' oscurità.

Oh l' orizzonte in fuga, dove s' accende
rara la luce della petroliera!
Il varco é qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende ...).
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

La poesia è tratta dalla raccolta Le occasioni, secondo libro del poeta, pubblicato nel 1939.

È una delle poesie della negatività di Montale, le poesie del NON. Qui il non riguarda una donna senza nome, tuttavia cara all’io-protagonista e voce:

Tu non ricordi la casa dei doganieri

La casa dei doganieri – già disabitata – è stato un luogo di incontri, magari la meta di passeggiate su per il Mesco, in terra di Monterosso. Ma la vita della donna del ricordo è cambiata: si svolge altrove, i ricordi della giovinezza andati persi. La casa sembra aspettare quella ragazza così vivace e irrequieta. Ma

altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s'addipana
.

Il filo di sentimenti che legava i due continua a sdipanarsi, come un gomitolo che si sbroglia, e li rende sempre più distanti.

Notare nella poesia le opposizioni:

  • casa / esterno: la casa è il luogo positivo, rifugio e meta, regno dell’autenticità; l’esterno è libeccio che sferza le vecchie mura, è sconvolgimento e sofferenza;
  • presente / passato remoto: il presente è la negatività del vivere (non ricordi / il riso non è più lieto / il calcolo non torna); il passato remoto è riferito alla donna di allora, al suo riso, alla loro comunanza di pensieri;
  • l’io / la donna: l’io cerca di afferrare il filo del ricordo; la donna è distratta da altro tempo e ha dimenticato.

Il tempo, reso tangibile dal vento e dal ruotare della banderuola, va contro alla immobilità della casa e ne distrugge il ricordo.

Il riferimento ai doganieri, addetti ai confini, introduce il motivo del limes, del confine, appunto, che separa la vita vera da quella falsa. E non esistono più punti di riferimento, né la bussola né i dadi.

In conclusione, i vari elementi della poesia – matassa, banderuola, bussola impazzita, calcolo dei dadi – si riferiscono alla impossibilità di trovare una via di scampo, di dare un qualche senso alla vita.

Ho scaricato l’immagine da Google-Immagini.