EMILY DICKINSON, Dio creò una piccola genziana

Dio creò una piccola genziana,
Che volle essere rosa, e non poté –
Tutta l’estate rise
Ma ecco che un po’ prima della neve

Un essere purpureo si levò –
tutto il colle fu ammaliato,
E l’estate nascose la sua fronte –
il sarcasmo si chetò.

Sua condizione è il gelo –
La porpora non viene
Se non lo invochi il Nord –
Dimmi, Creatore – ed io, fiorirò?

Emily Dickinson, Tutte le poesie, traduzione di Guido Errante, Guanda-Bompiani, 1966. La poesia è la n.442

Dio creò una piccola genziana (nell’originale God made a little Gentian) è una delle più belle poesie di Emily Dickinson (n. 442).

Attraverso l’immagine di un fiore che sboccia solo col gelo, quando la rosa – la regina – e la maggior parte dei fiori sboccia in primavera, l’autrice esplora il il destino di chi è diverso.

La genziana vorrebbe e tenta invano di essere una rosa – il più bello e, in fondo, il più consueto tra i fiori: che è il desiderio di entrare a far parte del consesso del mondo (dei fiori come degli esseri umani).

Derisa dall’Estate, nel sarcasmo della natura, la pianta però sboccia poco prima dell’arrivo dell’inverno, quando gli altri fiori inaridiscono, e si tinge di un rosso intenso.

Il gelo è, infatti, e non il caldo, la condizione necessaria al suo fiorire.

Grazie a Dori per la foto.