EDGAR LEE MASTERS, Emily Sparks

Magnus Enckell, Scuola elementare, 1899.
Dov'è il mio ragazzo, il mio ragazzo 
in quale lontana parte del mondo?
il ragazzo che amavo più di tutti a scuola?
Io, la maestra, la vecchia zitella, il vergine cuore,
che li sentivo tutti, tutti miei figli.
M'ingannai sul mio ragazzo
giudicandolo uno spirito ardente,
attivo, mai soddisfatto?
Oh, ragazzo, ragazzo, per cui pregai e pregai
in tante ore di veglia la notte,
ricordi la lettera che ti scrissi
sulla bellezza dell'amore di Cristo?
E che tu l'abbia ricevuta o no,
ragazzo mio, dovunque tu sia,
salva, salva la tua anima,
che tutto il fango, tutta la feccia in te,
ceda finalmente al tuo fuoco,
finché il fuoco sia solo luce!...
Solo luce!

La poesia fa parte della Antologia di Spoon River.

La maestra e l’allievo prediletto: per tutta la vita, il pensiero principale dell’uno è stata l’altra e viceversa. E di certo nessuno lo sapeva. E questo ci fa riflettere sulla differenza tra ciò che siamo e ciò che sembriamo, tra come ci vedono gli altri e come siamo dentro.

L’epitaffio di Emily Sparks è uno dei più toccanti dell’Antologia di Spoon River. Racconta la storia di una maestrina di paese che, sebbene nubile e sola (la “zitella“), ha riversato tutto il suo affetto e la sua passione educativa sugli alunni, in particolare su un ragazzo.

La poesia si apre con una domanda che rivela una preoccupazione costante: Dov’è il mio ragazzo, il mio ragazzo – in quale lontana parte del mondo?. Emily si autodefinisce “la maestra, la vecchia zitella, il vergine cuore”, sottolineando la sua condizione di donna sola, che non ha avuto bisogno di figli propri perché li sentivo tutti, tutti miei figli.

La maestra ricorda il suo alunno prediletto come uno spirito ardente, attivo, mai soddisfatto. Rievoca le notti passate a pregare per lui e ricorda la lettera che gli scrisse “sulla bellezza dell’amore del Cristo”. Questo rivela il suo ruolo di guida morale ed emotiva, quasi una figura materna spirituale.

La parte finale è un messaggio universale ed è il cuore dell’epitaffio. Emily spera che il ragazzo, ovunque si trovi, purifichi la sua anima: “finché il fuoco sia solo luce!… solo luce!”. Il fuoco è qui simbolo di purificazione dalle bassezze terrene (il fango e la feccia), un tramite per raggiungere la purezza e l’elevazione morale. Masters qui affronta il tema del superamento dei limiti umani. L’anima può liberarsi dalla corruzione della vita terrena attraverso la passione e il bene.

All’interno dell’Antologia di Spoon River, in cui molti dei personaggi rivelano vizi e ipocrisie, Emily Sparks rappresenta una delle poche figure luminose e integre del cimitero. Il suo affetto per i ragazzi è autentico e salvifico.

Mi piace mettere qui sotto la “risposta” del ragazzo, Reuben Pantier.

Antonio Mancini, Lo studio, 1875 circa
REUBEN PANTIER

Sì, Emily Sparks, le tue preghiere non furono dette al vento,
il tuo amore non fu del tutto vano.
Io devo quel che fui in vita
alla tua speranza che non voleva disperare di me,
al tuo amore che seguitò a vedermi buono.
Cara Emily Sparks, voglio dirti la mia storia.
Ti risparmio l'operato di mio padre e mia madre:
la figlia della modista mi cacciò nei guai
e me ne andai per il mondo,
in mezzo a ogni sorta di pericoli,
il vino, le donne, i piaceri.
Una notte, in una stanza di Rue de Rivoli,
bevevo vino insieme a una cocotte dagli occhi neri
e i miei si riempirono di lacrime.
Lei le credette lacrime d'amore e sorrise
al pensiero di avermi conquistato.
Ma la mia anima era mille miglia lontano,
quando eri la mia maestra a Spoon River.
E proprio perché non potevi più amarmi,
né pregare per me, né scrivermi,
l'eterno silenzio parlò in tua vece.
E la cocotte dagli occhi neri prese per sé le lacrime,
e anche i baci bugiardi che le davo.
Da quel momento ebbi non so che nuova visione –
Cara Emily Sparks!

Entrambe le poesie sono nella raccolta Antologia di Spoon River di EDGAR LEE MASTERS.

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