Percorsi Fiorentini

Il nome della città è Firenze, l’antica Florentia dei Romani, che Dante Alighieri chiamava Fiorenza (cioè: la città del fiore).

Gli abitanti di Firenze si dicono Fiorentini; anche l’aggettivo che riguarda Firenze è “fiorentino”.

Il fiume è l’Arno, che nasce dal monte Falterona sull’Appennino e sfocia nel mar Tirreno, dopo aver attraversato anche Pisa. L’Arno divide la città in due: la città vecchia e l’Oltrarno.

La regione è la Toscana, di cui Firenze è capoluogo.

Il simbolo sullo stemma cittadino è il fiore,
cioè un giglio stilizzato rosso su fondo bianco.

Il giglio fiorentino nell’androne di Palazzo Vecchio

La moneta che si usava un tempo a Firenze era il fiorino, che prendeva il nome da fiore, e che diventò la moneta di scambio più importante in tutta Europa.

Il duomo di Firenze si chiama Santa Maria del Fiore, a sottolineare lo stretto legame fra la chiesa e la città.

I ponti che attraversano l’Arno in città sono una decina. Tutti vennero fatti saltare dai tedeschi, durante la ritirata, nel 1944. Tutti, tranne il Ponte Vecchio: persino i tedeschi non vollero distruggere il più antico e meraviglioso ponte, uno dei simboli nel mondo della città.

Veduta dell’Arno da piazzale Michelangelo
Veduta della città da Forte Belvedere

La data dolorosa di Firenze è il 4 Novembre 1966, quando l’ Arno in piena ruppe gli argini, causando l’alluvione della città, con decine di morti e la distruzione di parte del patrimonio artistico. In alcune vie e piazze della città si vedono ancora, sui muri, dei segni che indicano il livello raggiunto dalle acque in alcuni quartieri (Santa Croce, dietro il Duomo, Santa Maria Novella, l’Oltrarno).

Il calendario di Firenze nell’antichità cominciava il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione (quando l’angelo disse a Maria che avrebbe partorito il figlio di Dio, Gesù): ecco perché tanti dipinti a Firenze hanno come tema l’Annunciazione.

La famiglia, che governò Firenze per tre secoli, fu quella dei Medici, che si chiamava proprio così, non perché fossero dottori: era il loro cognome. Però avevano scelto per loro patroni i santi Cosma e Damiano che, in vita, erano stati medici-dottori. In varie chiese della città si trovano dipinti che raffigurano i due santi. Sono opere di Donatello, Beato Angelico e altri.

La famiglia dei Medici era una ricchissima famiglia di mercanti e banchieri: per questo a Firenze ci sono tante rappresentazioni dei Re Magi, i ricchi re orientali che, guidati dalla stella, resero omaggio a Gesù portandogli doni preziosi (l’oro, l’incenso e la mirra, una rara resina profumata). Una delle più belle pitture del corteo dei Magi è quella di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici-Riccardi. Adorazioni di magi si trovano anche agli Uffizi (Gentile da Fabriano, Botticelli)

Il patrono di Firenze è San Giovanni Battista e la festa del patrono è il 24 giugno, quando tutto l’Arno si illumina di fuochi d’artificio.

LE COSE DA VEDERE

INDICE

Ponte Vecchio

Il ponte è uno dei simboli della città di Firenze e attraversa il fiume nel suo punto più stretto.
Ha tre campate, cioè tre archi.
Fu, per secoli, l’unico ponte che attraversava l’ Arno a Firenze.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe tedesche distrussero tutti i ponti di Firenze, eccetto questo.
A livello della strada ci sono gli antichi negozi dei gioiellieri, in alto si vedono le finestre del Corridoio Vasariano (il lunghissimo corridoio che congiunge Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti), che permetteva ai signori di Firenze di spostarsi da una residenza all’altra in tutta sicurezza.

Piazza Della Signoria e Palazzo Vecchio

Fu sede dell’antico Comune fiorentino, poi residenza dei Medici. Adesso è ancora sede del Comune.
Il palazzo fu costruito dall’architetto Arnolfo di Cambio, sui palazzi atterrati della famiglia ghibellina degli Uberti, sconfitta e cacciata nel 1266.
Arnolfo incorporò l’antica torre degli Uberti e la innalzò. Questa è la ragione per cui la torre rettangolare (detta Torre di Arnolfo, alta 94m) non è nel centro dell’edificio.
Nella facciata ci sono due file di bifore marmoree.

La parte antica ha una merlatura di tipo guelfo (con la sommità squadrata), mentre la torre ha una merlatura ghibellina (“a coda di rondine”).
Sotto gli archi del ballatoio, in alto, venne dipinta una serie – ripetuta – di nove stemmi. Da sinistra vedi: la croce rossa in campo bianco, che una volta rappresentava il popolo fiorentino; il giglio fiorentino rosso in campo bianco, attuale simbolo cittadino, voluto dai guelfi; un po’ più avanti, un giglio bianco in campo rosso, simbolo dei ghibellini.

il cortile

LE STATUE davanti a Palazzo Vecchio

Davanti al palazzo ci sono diverse sculture.
Le più antiche sono il Marzocco e la Giuditta e Oloferne, entrambe di Donatello (ora sostituite da copie).

Il Marzocco è il leone araldico, simbolo di Firenze, che poggia una zampa su uno scudo, in questo caso lo stemma di Firenze col giglio fiorentino.
È scolpito in pietra serena.

Giuditta e Oloferne è una statua di bronzo che raffigura Giuditta, la donna ebrea che, per salvare la sua città di Betulia dall’assedio del generale Oloferne, entrò nella tenda del nemico, e, dopo averlo fatto ubriacare, lo decapitò.

Il David di Michelangelo fu qui messo dal 1504 fino al 1873, quando venne spostato all’Accademia. Ora c’è una copia.
David era un ragazzo ebreo che uccise il capo dei nemici, il gigante Golia, con un colpo di fionda. Qui è rappresentato nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia: nella mano destra, infatti, stringe il sasso con il quale lo sconfiggerà. Lo sguardo fiero e concentrato, con le sopracciglia aggrottate, è rivolto al nemico. Nella mano sinistra stringe la fionda.
È un simbolo di libertà.

Non ti stupire che tante statue siano nude: per gli antichi, dei ed eroi dovevano essere esaltati nella bellezza del loro corpo muscoloso.

La Loggia Dei Lanzi

La Loggia dei Lanzi si trova in piazza della Signoria, a destra di Palazzo Vecchio e accanto agli Uffizi. È chiamata anche Loggia della Signoria.
La sua costruzione risale al Trecento: serviva per ospitare al coperto le assemblee pubbliche.

Perseo

La Loggia dei Lanzi ospita ora diverse statue, tra le quali il Perseo con la testa di Medusa, statua in bronzo di Benvenuto Cellini.
Perseo è in piedi sul corpo di Medusa, appena decapitata, con la spada nella mano destra, e nella sinistra la testa del mostro tenuta per i capelli-serpenti.
Medusa era una divinità che aveva il potere di pietrificare con lo sguardo chiunque la guardasse; e aveva dei serpenti al posto dei capelli.
Perseo, con uno stratagemma, riuscì a ucciderla, senza guardarla.

Il ratto delle Sabine

Un’altra statua importante è Il ratto delle Sabine del Giambologna. (Ratto significa rapimento). La statua è in marmo.
Rappresenta un episodio di storia romana: appena fondata Roma, non c’erano donne in città e i Romani pensarono di rapire le donne dei Sabini.
In questa statua si vede un Romano che porta via una donna sabina, mentre lei urla e si divincola. Fra le gambe del Romano c’è un Sabino sconfitto. Nota la bellissima torsione a spirale dei corpi.

il piedestallo del Ratto delle Sabine

Gli Uffizi

L’edificio fu costruito nel Cinquecento per ospitare le 13 più importanti magistrature fiorentine, dette uffici.
Si trova fra Piazza della Signoria e il lungarno.
È un edificio a forma di “U”, con grandi e numerose finestre e un loggiato verso l’Arno.
Più di cent’anni fa gli uffici furono spostati e il palazzo divenne la sede di uno dei più importanti musei del mondo: la Galleria degli Uffizi.

Vedi, a parte, la Guida alla Galleria degli Uffizi.

Galleria degli Uffizi

la Primavera di Botticelli
l’Annunciazione di Leonardo
la Madonna del Cardellino di Raffaello
ma, arrivati alla Medusa di Caravaggio, c’è chi crolla…

Via dei Georgofili – per non dimenticare

Via dei Georgofili è una breve via di Firenze che costeggia il retro del lato corto degli Uffizi.

E proprio per colpire la Galleria famosa nel mondo, qui fu compiuto un attentato mafioso nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993. Davanti alla torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili, esplose un’autobomba, imbottita di tritolo.

Morirono 5 persone, fra cui due bambine, e una quarantina rimasero ferite. All’esterno della torre ora si può vedere la scultura “Albero della pace”; all’interno, sulla volta lungo la scala, l’impronta della finestra scagliata dalla forza dell’esplosione.

Duomo, Battistero e Campanile di Giotto

La cattedrale di Santa Maria del Fiore o Duomo


È dedicato a Santa Maria del Fiore e sorge sull’antica chiesa di Santa Reparata, di cui si vedono alcuni resti nella cripta.
È la terza chiesa al mondo per dimensioni (dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra): è lunga 153 metri, larga 90 alla crociera e alta 90 metri dal pavimento alla lanterna.

La parte più importante è l’enorme cupola: un capolavoro assoluto dell’arte. Innalzata da Filippo Brunelleschi nel Quattrocento, ha un diametro di oltre 45 metri e un’altezza totale di 116 metri: è la più grande volta in muratura del mondo. All’esterno è rivestita di tegole in cotto.

L’oculo è sormontato dalla grande lanterna: una torre in marmo bianco alta 21 metri.

Nel Cinquecento la volta interna fu dipinta con un grande Giudizio Universale: il più grande dipinto murale del mondo.

Battistero

la Porta del Paradiso

È dedicato a San Giovanni Battista, patrono di Firenze. Dante, nella Divina Commedia, lo chiamò “il mio bel San Giovanni”.

Ha pianta ottagonale, con un diametro di 25,60 m, quasi la metà di quello della cupola del Duomo. La forma ottagonale è molto diffusa nei Battisteri: è un riferimento “all’ottavo giorno”, il tempo dell’eternità che comincerà col giudizio universale e a cui avranno diritto solo i battezzati.

L’ornamento esterno è in marmo bianco di Carrara e verde di Prato. Le tre porte bronzee mostrano la storia dell’umanità, come in una Bibbia illustrata. La porta est è detta “Porta del Paradiso”: completamente dorata, è il capolavoro di Lorenzo Ghiberti.

Nell’interno, è da ammirare la bellissima cupola a mosaico: su tre degli spicchi è raffigurato il Giudizio universale, dominato dalla grande figura del Cristo giudice: sotto i suoi piedi avviene la resurrezione dei morti, alla sua destra i giusti sono accolti in cielo, mentre alla sua sinistra si trova l’inferno con i suoi diavoli.

Campanile di Giotto

Si trova vicino al Duomo ed è il suo campanile.
Fu progettato da Arnolfo di Cambio (lo stesso architetto di Palazzo Vecchio) e da Giotto. È rivestito in marmo toscano bianco, verde e rosso; è alto 85 metri, 6 metri più basso della cupola.

Il basamento è adornato da una serie di bassorilievi che raffigurano episodi e personaggi della Bibbia o della storia dell’uomo (ad es. l’invenzione del vino, della musica, della metallurgia, della navigazione).

I due piani superiori hanno due bifore, l’ultimo una trifora altissima, per resistere meglio all’urto del vento.

Basilica di Santa Croce

Foto di Santa Croce nei giorni dell’alluvione del 1966

È una delle più grandi chiese francescane e una delle massime costruzioni in stile gotico in Italia.

È famosa perché , al suo interno, contiene i monumenti funerari di alcuni grandissimi personaggi della storia e dell’arte di Firenze; fra gli altri, Michelangelo e Galileo Galilei.
Sul sagrato c’è la statua di Dante, sepolto a Ravenna. I fiorentini hanno cercato invano di riaverne il corpo, da seppellire con gli altri grandi all’interno. Ma Dante resta a Ravenna.

Da vedere, all’interno, le cappelle Bardi e Peruzzi, entrambe affrescate da Giotto.

Nel 1966 l’alluvione di Firenze inflisse gravissimi danni alla basilica, situata nella parte più bassa di Firenze, tanto da diventare simbolo delle perdite artistiche subite dalla città (soprattutto con la distruzione del Crocifisso di Cimabue); ma simbolo anche della sua rinascita dal fango, attraverso la minuta opera di restauro e di conservazione.

Palazzo Medici-Riccardi

Palazzo
La cavalcata dei Magi
La Galleria degli specchi con l’Apoteosi della dinastia Medici

Palazzo Medici Riccardi si trova al numero 3 di via Cavour.
Il palazzo fu commissionato nel ‘400 da Cosimo il Vecchio de’ Medici. È un palazzo cubico dall’aspetto esterno imponente, ma sobrio ed austero.
Il palazzo è ricco di decorazioni.
La cappella privata è detta Cappella dei Magi, capolavoro ad affresco di Benozzo Gozzoli (1459).

Nelle tre pareti è raffigurata la Cavalcata dei Magi: vi sono ritratti personaggi della famiglia Medici e personaggi politici del tempo. Fra i personaggi raffigurati ci sono un giovane Lorenzo il Magnifico ed il capofamiglia Cosimo il Vecchio. Sull’altare c’è una copia della Natività di Filippo Lippi (che ora è purtroppo a Berlino).

La Galleria degli Specchi è invece una sala monumentale: nella volta, il ciclo di affreschi di Luca Giordano che rappresenta l’Apoteosi della dinastia Medici.

Basilica di Santa Maria Novella

La basilica di Santa Maria Novella è una chiesa dei frati domenicani.
La facciata marmorea è fra le opere più importanti di Leon Battista Alberti; è ricoperta di marmi bianchi e verdi.
L’interno è in stile gotico, con volte a crociera, archi e costoloni decorati a strisce bianche e verdi.

È lunga 99 metri, larga 28; ha una pianta a croce commissa (cioè a T).
In fondo alla navata principale, ad un’altezza di 5 metri, è appeso il Crocifisso di Giotto.
Le vetrate furono eseguite tra il ‘300 e il ‘400. Il rosone, che si apre sulla facciata, raffigura l’Incoronazione della Vergine.

Sulla terza arcata della parete sinistra, al posto dell’altare c’è l’affresco di Masaccio, La Trinità, uno dei capolavori dell’arte italiana.

Masaccio, La Trinità
La sfera armillare sulla facciata a sinistra

Sulla facciata compaiono anche delle strumentazioni scientifiche aggiunte nel ‘500: a sinistra c’è una sfera armillare in bronzo, a destra un quadrante astronomico in marmo con gnomone, opere del frate domenicano Ignazio Danti, astronomo e cartografo. Grazie a questi strumenti, egli riuscì a calcolare esattamente la discrepanza fra il vero anno solare e il calendario giuliano (46 a.C. circa, voluto da Giulio Cesare); ragione per cui il papa Gregorio XIII promulgò il Calendario gregoriano. Nel 1582, il giorno dopo il 4 ottobre fu il 15 ottobre. In questo modo fu ottenuto il riallineamento dei giorni col sole.

Basilica di Santa Maria Novella – INTERNO

Cappella Maggiore

Detta anche Cappella Tornabuoni, si trova dietro l’altare maggiore. Il coro conserva un importantissimo ciclo di affreschi di Domenico Ghirlandaio: rappresentano episodi della Vita della Vergine e della Vita di San Giovanni, ma le scene sono ambientate nella Firenze del ‘400, con numerosi ritratti di uomini e donne fiorentine dell’epoca. Da notare gli splendidi abiti e le acconciature.

Il convento
Annessi alla chiesa si trovano gli edifici del convento, con tre chiostri monumentali: Chiostro Verde, Cappellone degli Spagnoli e Refettorio.

Il Cappellone degli Spagnoli
La Sala capitolare o Cappellone degli Spagnoli, fu interamente affrescato da Andrea Bonaiuti nel ‘300; il ciclo raffigura, in varie scene, i frati domenicani nella lotta all’eresia. In particolare, sono presenti alcune scene con dei cani da caccia, che rappresentano i confratelli dell’ordine, detti anche domini canes (i cani del Signore).
Nel ‘500 il granduca Cosimo I de’ Medici destinò la sala alle funzioni religiose degli Spagnoli, da cui il nome, che erano giunti in città al seguito della moglie Eleonora di Toledo, figlia del viceré di Napoli.

Basilica di San Lorenzo

La basilica di San Lorenzo è forse la più antica di Firenze. Era la chiesa prediletta dai Medici che qui avevano le loro tombe.
La facciata di San Lorenzo è tuttora in pietra grezza; e incompiuta, cioè non è mai stata rivestita di marmo, come le altre grandi chiese della città.

Progettata da Filippo Brunelleschi (lo stesso architetto della Cupola), ha un interno bellissimo e luminoso: a croce latina e a tre navate, le pareti sono bianche, con colonne, archi e finiture in pietra serena. Il soffitto è a cassettoni dorati.

Nella seconda cappella a destra, c’è un quadro, lo Sposalizio della Vergine (del 1523), capolavoro di Rosso Fiorentino: Maria e Giuseppe sono i due giovani protagonisti di una gioiosa festa, popolata da vari invitati. La grande tela è dipinta con colori particolarmente vivaci.

Cappelle Medicee

San Lorenzo, dicevo, era il luogo di sepoltura della famiglia Medici.
Le cappelle funerarie hanno un loro ingresso a parte, alle spalle della basilica.
La cripta è il primo ambiente: sul pavimento si trovano le lastre tombali dei granduchi di Lorena, successori dei Medici nel governo di Firenze.

Tomba di Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino
Tomba di Giuliano de’ Medici, duca di Nemours

Cappella dei Principi
Lo sfarzoso ambiente ottagonale è largo 28 metri ed è sormontato dalla cupola di San Lorenzo, che raggiunge un’altezza di 59 metri, la seconda per maestosità in città, dopo quella del duomo.

La sagrestia nuova
Edificata da Michelangelo, egli vi realizzò i sepolcri monumentali dedicati a Giuliano de’ Medici, duca di Nemours, e a suo nipote, Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino, per i quali scolpì le sculture: i ritratti dei Duchi, a figura intera, e le Allegorie del Tempo, adagiate sopra i sepolcri. Per la tomba di Giuliano, Michelangelo scelse il Giorno e la Notte; per quella di Lorenzo, in posa malinconica e pensierosa, il Crepuscolo e l’Aurora.

Cappella dei Principi, intarsio con lo stemma di Firenze

Palazzo Pitti

Palazzo Pitti è un imponente palazzo rinascimentale. Si trova in Oltrarno.
Era stato residenza del banchiere Luca Pitti (da qui il nome), poi fu acquistato dalla famiglia Medici di cui divenne la residenza principale.

Al suo interno ci sono vari musei; i più importanti sono
La Galleria palatina con capolavori di grandi artisti (Raffaello, Andrea del Sarto, Tiziano, Tintoretto, Pietro da Cortona, Rubens, ecc.)
la Galleria d’Arte Moderna con quadri dei pittori macchiaioli e altri dell’800 e del ‘900.

Sul retro deI palazzo si estende il Giardino di Boboli.

Giardino di Boboli

È il grande giardino di Palazzo Pitti ed è uno splendido esempio di giardino all’italiana: nella parte più vicina al palazzo, le siepi sono sagomate in forme geometriche; più in là, ci sono boschetti di lecci e cipressi. Dappertutto statue.

In più, zampillano diverse fontane:
A sinistra del palazzo, la Fontana di Bacco, con la statua che ritrae il nano di corte di Cosimo I;
la Fontana del Nettuno, verso il Forte Belvedere, dietro Palazzo Pitti, oltre l’Anfiteatro;
oltre il Viottolone (lungo viale di cipressi), a destra del palazzo, c’è la fontana dell’Isolotto.

In molti luoghi di Firenze, vedrai lo stemma della famiglia de’ Medici.

Lo stemma è composto da uno scudo, costellato di sei “bisanti”, o “palle” (come furono chiamate dai fiorentini) rosse, poste intorno.

A volte, quella in alto, è azzurra con tre gigli d’oro di Francia.

Le fotografie sono, in genere, di Marco Sorio.

Ho scaricato altre immagini da Google-Immagini.