Napoli, Museo di Capodimonte

Museo di Capodimonte. L’ Antea del Parmigianino. Un quadro bellissimo, folgorante. E non importa se il nome della ragazza non fosse Antea. Quel nome è diventato lei.
Antea era una giovane donna emiliana o lombarda: lo sappiamo perché gli abiti che indossa erano quelli di moda nelle corti dell’Italia settentrionale nel primo Cinquecento. Può darsi che fosse una fidanzata o una giovane sposa.

Antea è bella, esile, il volto ovale perfetto, occhi scuri che guardano diritti.
Ha i capelli castani raccolti, e due trecce le circondano il capo. Nella scriminatura occhieggia un gioiello prezioso, d’oro con rubino e perla. Alle orecchie due pendenti con perle.

Veste un vestito ampio, di stoffe preziose, le maniche molto arricciate alle spalle e aderenti alle braccia, il polsino pieghettato e ricamato.
L’abito ha una profonda scollatura che lascia intravedere un seno.
Sulla spalla destra pende una pelliccia di martora con catenella d’oro. La mano destra, guantata, tiene l’altro guanto e intreccia la catenella della pelliccia.

Intorno alla vita porta lo zinale, un grembiule anch’esso finemente ricamato.
Notare i preziosi ricami del polsino e dello zinale, l’anello nella mano sinistra, la catenella d’oro della pelliccia di martora.

Un ritratto al naturale, parrebbe. Non fosse per l’ingrandimento eccessivo della spalla destra, fuori proporzione.
Ma questa è una delle caratteristiche del Parmigianino: il suo Manierismo. Pensate solo alla “Madonna dal collo lungo” degli Uffizi, la quale, non solo il collo, ma ha sproporzionato tutto il corpo, le mani, le gambe.
Ed è anche il fascino del pittore, che – nello stesso tempo – dà ad Antea quegli occhi profondi, quell’espressione seria, nobile, incantevole.
PER UN CONFRONTO – PARMIGIANINO, La madonna dal collo lungo, Firenze, Uffizi


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