GENOVA

La città è Genova.

Il soprannome è La Superba.

Il territorio intorno alla città si dice Genovesato.

La regione è la Liguria.

Il mare è il Mar Ligure.

I monti sono l’Appennino ligure.

I suoi abitanti sono Genovesi.

Il patrono è S. Giovanni Battista.

Giorno festivo è il 24 giugno.

I latini la chiamavano Genua. Lo stemma della città è la rossa croce di San Giorgio, sorretta da due grifoni.

La Lanterna (alta 117 m) è l’antico faro genovese, visibile da oltre 30 chilometri in mare.

È stata costruita nel ‘300 sulla piccola collina del promontorio detto Capo di Faro o San Benigno. Un tempo sorgeva proprio in riva al mare, ora non più a causa dei continui riempimenti a mare per ampliare il porto.

Le vie strettissime di Genova si chiamano carrugi o carruggi (sing. carruggio).

Nei carruggi, a volte, non entra mai il sole.

De André ha scritto

 “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi 
ha già troppi impegni per scaldare la gente d’altri paraggi”.

Ci sono carruggi di Genova che sono diventate vie famosissime, nominate nei libri, cantate nelle canzoni.

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.
(Fabrizio de André)

In via del Campo c’è ancora il vecchio negozi di strumenti musicali, frequentato da Fabrizio de André. È diventato un luogo della memoria: ci sono fotografie, disegni a lui dedicati, la sua chitarra… Per chi ama De André è un luogo imperdibile.

Le cröse (o crêuza, creusa, crœza) sono invece i viottoli stretti o le mulattiere che tagliano verticalmente le colline del Genovesato.

De André ha scritto Crêuza de mä (viottolo/mulattiera di mare).

Genova si estende per 30 chilometri lungo la costa, da Voltri a Nervi.

La striscia di terra fra il mare e i monti è molto stretta, per cui la città si è sviluppata in lunghezza.

Le case di Genova sono alte e strette, con scale ripide.

Il suo centro storico è il più esteso e densamente popolato d’Europa. Genova è stata duramente bombardata durante la seconda guerra mondiale: nel porto e nel centro abitato crollarono più di 11 mila edifici, fra cui 70 chiese e 130 palazzi storici (alcuni distrutti completamente). Morirono 2 mila persone; oltre 120 mila restarono senza casa

La cattedrale di San Lorenzo

Ha la facciata a bande di marmi bianchi e neri, nel ‘200 simbolo di nobiltà per i genovesi.

I tre portali gotici sono bellissimi.

Ai lati della scalinata, in alto, due leoni stilofori (che reggono le colonne) del ‘200.

I due leoni in basso sono invece dell’800, e sono piuttosto simpatici.

Anche l’interno è a fasce bianche e nere, almeno nella navata centrale. Da notare, in alto, i falsi matronei (lo spazio in alto riservato alle donne).

La cattedrale conserva le ceneri di S. Giovanni Battista, patrono della città, giunte a Genova con la Prima Crociata. La cappella (navata sinistra) in cui la reliquia è conservata è un vero capolavoro di arte del Quattrocento.

La cattedrale è aperta dal lunedì al venerdì; sabato e domenica è chiusa.

CURIOSITÀ della cattedrale.

La statua del cane

Cerca nella facciata la scultura di un cane.

È molto piccola, quindi devi aprire bene gli occhi. Pare che il cagnolino appartenesse a uno degli scultori che stava lavorando alla facciata.

Alla sua morte, il padrone lo volle ricordare qui. Quando l’hai trovato, fagli una carezza: pare che porti fortuna.

Perché la facciata è a strisce?

Perché era segno di nobiltà.

Infatti, a Genova, rivestire chiese e palazzi con le bande bianche e nere di marmo era riservato alle famiglie aristocratiche più importanti: i Doria, gli Spinola, i Fieschi, i Grimaldi.

Anche la chiesa di S. Matteo, che apparteneva ai Doria, ha lo stesso stile.

La scacchiera

Incastonata sulla parete esterna di sinistra, compare una misteriosa scacchiera, che pare appartenesse a un mercante del Trecento, Megollo Lercari. Chissà perché è stata incastonata qui!

Le scalfitture delle colonne del Portale di San Gottardo.

Nell’ingresso laterale del duomo, che dà su via S. Lorenzo, le colonne del portale di San Gottardo hanno segni di scalfitture.

Sono i segni lasciati dai dardi di balestra, scagliati probabilmente da piazza Matteotti, durante una battaglia tra guelfi e ghibellini nel XIII secolo.

GENOVA IN GENERALE

Genova è stata una delle Repubbliche marinare dal 1000 fino al 1797 (le altre erano Pisa, Venezia, Amalfi).

La città era diventata una delle più grandi potenze navali d’Europa; fino al ‘500 era considerata una tra le città più ricche del mondo.

Il suo porto resta anche oggi il più grande d’Italia e rappresenta la maggiore industria genovese.

Nel 2004 Genova è diventata la capitale europea della cultura. Dal 2006 parte del suo centro storico, le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli, è compreso tra i siti Patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’UNESCO.


I Palazzi dei Rolli

Palazzo Rosso
Palazzo Bianco

I palazzi dei Rolli sono un gruppo di palazzi nobiliari che, al tempo dell’antica Repubblica di Genova, erano obbligati – in qualità di alloggiamenti pubblici (“rolli”) – ad ospitare le alte personalità che si trovavano in città, in visita di Stato. Essi comprendono una serie di edifici tardo-rinascimentali e barocchi che hanno tre o quattro piani, “con spettacolari scaloni aperti, cortili e loggiati che si affacciano su giardini”.

Palazzo Reale
P. P. Rubens, I Palazzi dei Rolli

Genova è attraversata da due torrenti, il Polcevera e il Bisagno. Il Polcevera è diventato tristemente famoso dopo il crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018, che ha provocato 43 vittime.

Il 3 agosto 2020 è stato inaugurato, in sua sostituzione, il nuovo viadotto Genova San Giorgio, costruito su disegno dell’architetto Renzo Piano e aperto al traffico il giorno dopo.

Entrambi i fiumi, Polcevera e Bisagno, alternano periodi di magra con piene improvvise e violente, che spesso hanno allagato le zone più basse della città.

GENOVA OGGIRENZO PIANO

Per alcune soluzioni architettoniche degli ultimi decenni, Genova è diventata una sorta di capitale dell’architettura moderna italiana, se non europea.

Questo si deve principalmente all’opera all’architetto Renzo Piano che, dalla fine degli anni ottanta, si è occupato della ristrutturazione di alcune fra le più conosciute città del mondo.

Il nome dell’architetto Piano è diventato famoso soprattutto dal 1992, quando, per le Celebrazioni colombiane (Colombiadi), Genova accolse i visitatori nel porto antico, completamente restaurato e simboleggiato dal Grande Bigo stilizzato.

Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e incominciato la costruzione – in collaborazione con l’UNESCO- di Punta Nave, sede del “Renzo Piano Building Workshop”.

Accanto al Viadotto Genova San Giorgio inaugurato nel 2020, è stato progettato il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso, pensato da Stefano Boeri: un parco urbano, con anello ciclopedonale in acciaio, del diametro di 250 metri, e una turbina eolica alta 120 metri; il parco avrà un memoriale dedicato alle vittime del crollo.

Nelle vicinanze del porto antico, è visibile il cosiddetto Matitone, grattacielo a forma di lapis, che affianca il gruppo di torri del WTC, sede anche di parte dell’amministrazione comunale e di numerose aziende.

IL PORTO

Il porto di Genova è antichissimo, ne esisteva uno già dal V secolo a. C.; nei secoli, diventò davvero grande e importante. E rese ricchissima Genova.

Ma, con la scoperta dell’America, i traffici si spostarono sull’Atlantico e cominciò la decadenza della città. Inoltre, quasi tutta l’attività portuale fu pian piano spostata ai più moderni impianti del nuovo porto, costruiti a ovest. I vecchi moli rimasero così inutilizzati e tutta l’antica area si degradò.

Ma, nel 1992, in occasione delle celebrazioni colombiane, fu data nuova vita al vecchio porto abbandonato.

Il progetto dell’architetto Renzo Piano ha rimodernato le strutture esistenti. L’obiettivo era di creare uno spazio culturale e di ritrovo pubblico legato al mare.

Questa nuova apertura di 130 mila metri quadrati è diventata la piazza di Genova sul Mediterraneo.

Passeggiare sul molo De André e ammirare il mare. Perché il mare è la vera dimensione di Genova.

Poi guardare il galeone ancorato e pensare alle vite di marinai e pirati … E non importa se il galeone non è un vero relitto di veri pirati, ma è stato costruito per il film I pirati di Polanski.

IL BIGO

È la rappresentazione stilizzata di un albero di carico, che un tempo si trovava sulle navi; nel gergo marinaresco era chiamato, appunto, bigo.

Ora il Bigo è il simbolo del Porto Antico. Ed è anche il contenitore di un ascensore panoramico che permette di ammirare dall’alto tutta l’area.

Lì accanto c’è il lungo e rosso edificio dei Magazzini del Cotone. Al posto delle balle di cotone (un tempo ne venivano stipate fino a 50 mila), oggi ospita un grande Centro Congressi e altre attività che riguardano i bambini e i giovani: la Città dei Bambini e la Biblioteca della Gioventù.

L’ACQUARIO

Nel porto c’è anche l’Acquario, il più grande d’Europa, che è diventato una delle più grandi attrattive di Genova. A ispirarne la costruzione è stata l’idea di una nave: c’è infatti un’autentica tolda nell’ultima parte, chiamata la “Grande nave blu”.

Il percorso dura 2 ore e 30 minuti; comprende 39 vasche cui si aggiungono le 4 a cielo aperto del Padiglione Cetacei. La superficie totale della struttura è di 27.000 metri quadrati. Le vasche ospitano circa 15.000 animali di 400 specie diverse tra pesci, mammiferi marini, uccelli, rettili, anfibi, invertebrati in ambienti che riproducono quelli originari delle singole specie.

PIAZZA DELLE FESTE

È un luogo che ricorda i velieri maestosi che attraccavano al porto, con le grandi vele spiegate al vento. È la piazza delle Feste dove la copertura è a bianche vele tese o issate sui pennoni di calata della banchina.

La piazza delle Feste è il cuore pulsante del porto: qui si svolgono manifestazioni sportive, teatrali e musicali.

Un po’ in disparte, proprio di fronte al Bigo, si trova la palazzina Millo, un altro esempio di ristrutturazione intelligente, che ospita negozi e ristoranti, ma anche il Museo nazionale dell’Antartide: il museo è dotato di immagini e descrizioni del continente di ghiaccio.

LA BIOSFERA

La Biosfera, comunemente conosciuta come la Bolla di Renzo Piano è una struttura di vetro e acciaio collocata nel Porto Antico di Genova e costruita nel 2001.

Di forma sferica, con un diametro di 20 m, un peso complessivo di 60 tonnellate, è sospesa sul mare, a ponte Spinola, nelle immediate vicinanze dell’Acquario.

Al suo interno, è ricostruita una piccola porzione di foresta pluviale tropicale che ospita oltre 150 specie di organismi animali e vegetali (quali uccelli, tartarughe, pesci, insetti, grandi felci arboree e varie specie di piante tropicali). Queste trovano le condizioni climatiche adatte alla loro sopravvivenza, grazie ad un sistema di condizionamento computerizzato che garantisce il mantenimento di un adeguato livello di temperatura e umidità all’interno della sfera.

GALATA – IL MUSEO DEL MARE

È il museo del mare più grande nell’area del Mediterraneo e anche uno dei più moderni d’Italia.

Si trova nell’antico arsenale, dove si costruivano le navi a remi della flotta genovese. Ora è rivestito di vetro e acciaio, secondo il progetto dell’architetto spagnolo Guillermo Vasquez Consuegra.

È stato inaugurato nel 2004.

Ha una superficie di 10 mila metri quadrati su quattro piani.

Vi è stata ricostruita fedelmente una galea di legno del XVII secolo, lunga 40 metri.

Vi si possono vedere dipinti antichi della città con le navi ormeggiate nel porto, ma anche carte geografiche, oggetti della navigazione, modelli di galee e brigantini a vela.

Al secondo piano si può salire a bordo di un brigantino dell’800.

Si ha anche l’occasione di provare il brivido di una tempesta virtuale al largo di Capo Horn: si può manovrare il timone di una baleniera, azionando proiezioni multimediali ed effetti speciali da mal di mare. Fuori, davanti alla darsena antistante il Museo del Mare è ormeggiato il sommergibile Nazario Sauro. Si può visitare.

I GIARDINI LUZZATI

Un altro luogo di Genova, dove i bambini stanno bene, sono i Giardini Luzzati che si trovano nel “cuore” del centro storico. Frutto del risanamento intelligente di un non-luogo della città, dove le macerie di guerra sono rimaste fino a trent’anni fa, sono dedicati al grande disegnatore e scenografo Emanuele Luzzati.

Qui ci sono belle piazzole con giochi per i piccoli e panchine movibili, costruite con materiali di recupero, tavoli e panche fra aiuole fiorite, vasi di fiori e ulivi; insieme a un bar e un ristorante; e tavolini all’aperto dove si può sostare, anche senza consumazione. C’è lì accanto l’area archeologica che si può liberamente visitare.

Spesso vi si tengono spettacoli e concerti.

Papagena di Emanuele Luzzati, disegnato per le donne della CGIL

Ai giardini c’è anche questo “Semaforo della storia“. Fu divelto dalla strada il 20 luglio 2001, durante gli scontri fra manifestanti e forze dell’ordine (vi rimase vittima un ragazzo di 20 anni, Carlo Giuliani). Raccolto da un commerciante, che lo custodì per vent’anni, ora il semaforo è qui a ricordare una delle pagine tristi della storia della città.

La maggior parte delle fotografie sono di Marco e Nina Sorio, e di Roberta Gaiardoni, che ringrazio.

Altre le ho scaricate da Google-Immagini.