PEDRO SALINAS, Il modo tuo d’amare

Marc Chagall, Les amants bleues
Il modo tuo d'amare 
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'essere solo ad amarti.

(da La voce a te dovuta)

Il tema dell’amore è al centro delle poesie del poeta spagnolo Pedro Salinas. Spesso, come in questa poesia, protagonista è l’amore non corrisposto.

L’affermazione iniziale è lapidaria:

Il modo tuo d'amare 
è lasciare che io ti ami.

La donna è passiva nel lasciarsi amare, forse non ama a sua volta. O, almeno, questo pensa l’io-poeta:

Mai parole o abbracci 
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.

È la lontananza che detta queste parole? La disperazione della distanza? Le “mappe” sembrano suggerirlo. E le lettere, nell’incertezza dell’amore, sono solo “fogli bianchi”. L’unica salvezza è non chiedere, è rinchiudersi in un sogno, è immaginare:

E sto abbracciato a te 
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.

L’affermazione sibillina iniziale si stempera: resta il timore. Forse, forse tu non mi ami; anzi, forse nemmeno sei viva. Il binomio si impone: sei viva e mi ami. Come a dire: non sei una creatura sognata che mi ama, sei viva e mi ami. Non si dà l’uno senza l’altro.

Tuttavia l’abbraccio è sogno

E sto abbracciato a te 
senza guardare e senza toccarti.

Senza guardare e senza toccare, come si fa un abbraccio?

Eppure, stavolta, l’assunto iniziale si stempera in dubbio:

Non debba mai scoprire 
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'essere solo ad amarti.

DIGRESSIONE

Quando si leggono poesie d’amore, in genere ci si chiede: chi è il tu?

in questo caso, qualche indicazione ce la dà la cronaca. La donna che ispira la maggior parte della poesia amorosa di Pedro Salinas, è l’ispanista americana Katherine Reding, che egli conosce all’università di Madrid nell’estate del 1932: lui è professore, lei una giovane ricercatrice in viaggio-studio. Per il poeta è amore a prima vista: si dichiara, Katherine lo corrisponde, passano l’estate insieme. A fine estate, la donna torna in America. Salinas resta in Spagna con la moglie Margarita e i figli. La distanza fra i due viene colmata da una fitta corrispondenza.

Nel 1933 esce “La voce a te dovuta”, una raccolta di 70 poesie, tutte dedicate a Katherine e al loro amore.

Un amore che è ricerca di sé e dell’altro, di sé nell’altro e dell’altro in sé. Un amore che è ricordo, distanza, sogno, illusione, respiro, è paura che l’altra non lo corrisponda. Un amore che si nutre e si consuma nella gioia e nel dubbio, nell’abbraccio non dato – come in questa poesia.

Poi, nel 1934, Margarita, la moglie di Salinas, tenta il suicidio e si salva per puro caso. E per Katherine, “niente fu più lo stesso”. Si sente responsabile e non regge più: quell’amore la soffoca. E mentre il poeta sembra non intravedere alcun motivo per chiudere la relazione, dal momento che Margarita è sopravvissuta e Katherine resta “su musa, su amor, su gran pasión”; per Katherine, quella è davvero la fine.

Conosce un uomo più anziano, che la capisce,  e lo sposa.

Salinas, all’inizio della guerra civile, lascia la Spagna per non ritornarvi più. Il suo esilio “forzato” lo porta negli Stati Uniti, in Messico e Porto Rico. Katherine riceve ancora le sue lettere d’amore, ma non risponde più.

Si incontrano per l’ultima volta a Northampton nella primavera del 1951, pochi mesi prima della morte di Pedro.

Ricorda Katherine: “Avevo sempre conservato in me la speranza che un giorno avrebbe capito perché dovetti rompere con lui. Così glielo chiesi un’altra volta. (…) Mi guardò con tristezza e mi rispose: «No, la verità è che no [non lo capisco]. Un’altra donna, al tuo posto, si sarebbe considerata molto fortunata»” (la sottolineatura è mia).

Fortunata. Doveva considerarsi fortunata per avere ricevuto dichiarazioni d’amore in versi, per essere stata la musa ispiratrice di ben tre raccolte di poesie, per essere l’oggetto del desiderio di un uomo… Ma si è mai chiesto il poeta che cosa preferisse Katherine per sé?

Al di là di tutto ciò, mi chiedo: che cosa aggiungono le cronache alla Poesia? La poesia vive di sé e per sé – anche per noi. Il modo tuo d’amare resta una grande poesia, che ci parla e ci commuove; a dispetto di tutte le contingenze, delle caratteristiche personali del tu, delle grandezze e delle cadute esistenziali del suo autore.

Per anni i critici letterari sono stati convinti che il Tu de “La voz a ti debida”, “Razón de amor” e “Largo lamento” fosse un soggetto generico, il destinatario dell’amore platonico di un Io alla ricerca di sé. E se, invece di una Katherine, in carne e ossa, fosse questa la verità? Che Salinas amava l’amore per l’amore? Non sembri strano: di amanti per amore, da Petrarca in poi, la storia della poesia è piena.

NOTE E BIBLIOGRAFIA

Nato a Madrid nel 1891, morto nel 1951 a Boston, Pedro Salinas è stato uno dei più grandi poeti spagnoli del Novecento.

PEDRO SALINAS, La voce a te dovuta, trad. Emma Scoles, Einaudi, 1979

www.odysseo.it, testi di Carmen Palma, 25 gennaio 2020; consultato nel dicembre 2024