


Ditemi dove, in quali contrada,
è ora Flora, la bella romana,
dove sono Taide, Archipiada,
che fu sua cugina germana?
Eco, che parli quando voce si dà
sul fiume o sul lago,
e che bellezza avesti più che umana?
Ma dove sono le nevi d’un anno fa?
Dov’è la bella saggia Eloisa,
per cui fu castrato e tonsurato
a Saint Denis Pietro Abelardo?
Per amor di Eloisa subì quell’offesa.
E dov’è la regina che ordinato ha
che Buridano dentro un sacco
nella Senna fosse gettato?
Ma dove sono le nevi d’un anno fa?
E la regina Bianca come un giglio,
che cantava con voce soave,
e Berta gran-pié, Beatrice e Alice,
Aremburgì che regnava sul Maine,
e Giovanna la buona, di Lorena,
dagli Inglesi bruciata a Rouen;
Vergine suprema, dove sarà,
dove le nevi d’un anno fa?
Dolcissima ballata di Villon, diventata proverbiale nel suo refrain: mais où sont les neiges d’antan? D’antan: espressione francese intraducibile (di un tempo indefinito).
Il poeta ricorda le grandi dame o eroine del passato. Famose per la loro bellezza. Quella bellezza che il tempo fa svanire. E le chiama per nome – e sono quei loro dodici nomi che ci riportano in un mondo fiabesco, di dame e cavalieri.
Alcune le conosciamo: Eloisa, la bellissima, amante di Abelardo; Giovanna d’Arco, la Lorenese, che a diciassette anni finì sul rogo? C’è la ninfa Eco, consumata dal non ricambiato amore per Narciso.
Altre dame non sappiamo nemmeno chi siano, ma ci fidiamo di Villon. Erano belle e sagge. Hanno segnato un tempo. E in ogni tempo hanno acceso la fantasia.
Mi viene in mente la Sala Baronale del castello della Manta, vicino a Saluzzo. Là sono affrescati nove prodi (les neuf preux) e nove eroine (les neuf preuses – peccato che in italiano non esista un termine corrispondente e dolce nel suono come il francese preuse) della classicità: Alessandro Magno, Ettore, Giulio Cesare, re Artù, Goffredo di Buglione ecc.; e poi le amazzoni Ippolita e Pentesilea, le regine Semiramide, Tomiri e Teuca ecc.
Sotto tali sembianze, in realtà, si celavano i signori del marchesato con le mogli.
Ci ripetiamo i loro nomi: Alasia del Monferrato, Eleonora della Torre Arborea, Beatrice di Savoia, e poi Aloisia, Riccarda, Margherita, Clemenza… eccole, bellissime, le dame del tempo che fu.
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