
San Gimignano è una cittadina in provincia di Siena.
Si trova su un alto colle della Val d’Elsa, a 324 metri sul livello del mare.
I suoi abitanti si chiamano sangimignanesi.
I suoi santi patroni sono san Geminiano (vescovo di Modena) e santa Fina (giovinetta nata e morta a San Gimignano).

Secondo la tradizione, il nome derivò dal santo vescovo di Modena, Geminiano (poi diventato Gimignano nella parlata locale), che avrebbe difeso il borgo dall’occupazione di Attila, re degli Unni, conosciuto come “il flagello di Dio” per la sua crudeltà.
La cittadina era importante perché si trovava sulla via Francigena, quella che collegava Roma con la Francia e quindi con le grandi vie di comunicazioni europee. Sul colle, fin dal 927, c’era un castello che controllava la strada e che il re Ugo di Provenza aveva assegnato al vescovo di Volterra, Abelardo. Già nel 994 attorno al castello era sorto un borgo che divenne sempre più potente.
Nel ‘200 vi furono lotte interne alla città tra guelfi e ghibellini, capeggiati rispettivamente dalle famiglie degli Ardinghelli e dei Salvucci.


San Gimignano, la città dalle belle torri, la si vede da lontano, col suo profilo caratteristico, fatto di torri medievali.
Le famiglie nobili, per sottolineare la loro potenza, costruivano delle case-torri da cui dominavano gli avversari.
Nel Trecento nella città c’erano 72 torri; oggi ne rimangono circa 14, alcune scapitozzate, cioè senza la parte alta, per cui non si distinguono facilmente dagli altri edifici della città.

Questo è lo stemma della città: un leone rampante d’argento, in campo rosso e giallo.

Piazza della Cisterna è una delle piazze più belle di San Gimignano. Costruita nel Duecento mantiene le sue caratteristiche di piazza medievale. Essa sorgeva all’incrocio tra le due strade principali dell’epoca, la via Francigena (che collegava la Francia a Roma) e la via che andava da Pisa a Siena.
Piazza della Cisterna è a forma di triangolo ed è racchiusa tra case nobiliari, torri e botteghe. Una volta ospitava il mercato, le feste e i tornei cittadini. Appena si arriva in piazza, il nostro sguardo è catturato dal pozzo che si trova nel suo centro. La cisterna (da cui deriva il suo nome attuale) fu costruita nel 1273 ed è sormontata da una monumentale vera di pozzo in travertino su piedistallo ottagonale. Doveva servire per un più sicuro e veloce approvvigionamento d’acqua da parte del popolo. Ancora oggi sono visibili i solchi lasciati dalle corde con cui venivano tirate le brocche per attingervi l’acqua.

Le torri degli Ardinghelli si trovano in piazza della Cisterna, all’angolo con piazza del Duomo.
Gli Ardinghelli erano la più importante famiglia ghibellina di San Gimignano, in lotta contro i guelfi Salvucci.
Nonostante un divieto del 1255, anticamente queste due torri erano più alte della Torre Rognosa (52 metri), la torre del palazzo comunale. Per questo furono più tardi scapitozzate ed oggi si ergono per un’altezza di circa la metà rispetto alla costruzione originale.
Le due torri sono diverse: quella di destra è più stretta e vi si aprono poche strette finestrelle.
La torre di sinistra ha invece una superficie più larga, con finestre ad arco molto ampie.

Le Torri dei Salvucci sono due torri gemelle in Piazza Delle Erbe, di fianco a Piazza Duomo.
Appartenute alla più importante famiglia guelfa della città, i Salvucci appunto, hanno un aspetto imponente, simboleggiavano la supremazia della famiglia sulla città. Poiché esse superavano in altezza i 51 metri della torre Rognosa, furono a loro volta scapitozzate.
Le torri sono entrambe a base quadrata e con pochissime aperture, solo qualche finestrella rettangolare. Al pian terreno presentano degli strettissimi portali.

La Torre Rognosa, detta anche torre dell’Orologio o torre del Podestà, è una delle più alte e meglio conservate di San Gimignano. Si eleva in piazza del Duomo ed è parte del Palazzo del Podestà. È alta quasi 52 metri ed è la seconda torre più alta della cittadina, dopo la Torre Grossa (54 m).
Il nome di “Rognosa” deriva dal fatto che, dopo il trasloco del podestà, fece da carcere, per questo era visitata da chi aveva “rogne”.
La torre ha solo una finestrella su piazza della Cisterna e, all’ultimo piano, ha un’altana che funzionava da cella campanaria laica (per richiamare la cittadinanza in caso, per esempio, di pericolo e per altre ragioni non legate alla vita religiosa). Secondo una legge del 1255, era vietato a chiunque di innalzare torri più alte della Rognosa.

La Torre Grossa è la torre più alta di San Gimignano. Fu iniziata nel 1300 e venne terminata nel 1311.
È alta 54 metri e vi è consentito l’accesso al pubblico. La torre poggia su un passaggio a volta ed ha, come tutte le altre torri sangimignanesi, base quadrata.
Dalla sommità si gode una stupenda vista sulla cittadina e sulla campagna circostante.
PALAZZO COMUNALE E MUSEO CIVICO


Il Palazzo Comunale (detto anche del Popolo o del Podestà), si trova in piazza Duomo, tra la Torre Grossa e la Loggia del Comune. Costruito nel 1288, è caratterizzato da una facciata formata da grosse pietre squadrate, nella parte inferiore, e da mattoni nella parte superiore. Al primo piano c’è un balcone che poggia su mensole antiche e un tempo sosteneva un ballatoio, detto arengo, dal quale il podestà parlava alla folla.
Caratteristico è il cortile, costruito nel 1323, decorato da stemmi affrescati e scolpiti. Al centro c’è una cisterna sistemata nel 1361. Dal cortile parte una scalinata coperta che conduce alle stanze del Museo.
Il palazzo ospita il Museo Civico, con importanti opere di scuola fiorentina e senese dal XIII al XVI secolo.
DUOMO o COLLEGIATA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La Collegiata fu inaugurata nel 1148.
La facciata è molto semplice: ha due porte in corrispondenza delle navatelle e non ha il portone centrale.

L’interno è diviso in tre navate e conserva diversi capolavori, da vedere.
Nella controfacciata:
- Martirio di San Sebastiano di Benozzo Gozzoli;
- Le statue lignee dell’Annunciata e dell’ Arcangelo Gabriele di Jacopo della Quercia (1410);
- In alto, Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo (fine ‘300) che prosegue sulle pareti della navata mediana:
- A destra il Paradiso: in alto Cristo con la Vergine, una schiera di Serafini, angeli, martiri, uomini di Chiesa;
- A sinistra, l’Inferno con l’orrendo Lucifero, demoni e dannati, divisi in base alle loro colpe. Notare i golosi che stanno intorno a un tavolo imbandito, ma i diavoli impediscono loro di mangiare le vivande.




Nella navata sinistra, affreschi di Bartolo di Fredi (fine ‘300) con Storie del Vecchio Testamento. Da vedere:
- In alto: Creazione dell’uomo, Creazione della donna
- Al centro: Noè costruisce l’arca, Gli animali entrano nell’arca* (bellissimo)
- In basso: Mosè passa col suo popolo il Mar Rosso mentre l’esercito di Faraone annega*




Nella navata destra si trovano le Storie del Nuovo Testamento di Barna di Siena (che non portò a termine gli affreschi perché morì, cadendo dall’impalcatura). Da vedere:
- In alto, Annunciazione, Strage degli innocenti;
- In basso, l’Ultima Cena, Bacio di Giuda, Verso il Calvario*, Crocifissione*


Il transetto nasconde altri due tesori: il Crocifisso ligneo policromo del 1200 e la Cappella di Santa Fina.
CAPPELLA DI SANTA FINA
Uno dei patroni di San Gimignano è Santa Fina.
Santa Fina (diminutivo di Iosefina) nacque nel 1238 a San Gimignano. All’età di 10 anni, già orfana di padre e madre, fu colpita da una malattia che la paralizzò quasi completamente. Volle essere coricata su una tavola di quercia, in terra, in segno di penitenza. Otto giorni prima di morire, chiese a Dio di conoscere la data della sua morte: le apparve San Gregorio Magno annunciandole che sarebbe morta il 12 marzo. Così avvenne. Quando Fina spirò, dall’asse di quercia spuntarono fiori a profusione. Quando il suo corpo fu portato in chiesa, i miracoli si moltiplicarono.

Cappella di Santa Fina
Il Ghirlandaio ha affrescato splendidamente la cappella del Duomo.
Sulla parete destra ha dipinto l’apparizione di San Gregorio: ritrae la santa distesa, con al fianco le due nutrici e San Gregorio in cielo che le annuncia il giorno della morte e quindi della vita eterna. Nota il topolino nascosto sotto la panca.

Nella parete di sinistra sono dipinte le Esequie di santa Fina, in cui si compirono tre miracoli: alzando la mano, guarì la vecchia balia Beldia, che le si era inginocchiata accanto; il bambino lacrimante che tocca i piedi della santa riacquistò la vista. Le campane di tutte le torri di San Gimignano furono suonate dagli angeli, come indica l’angelo volante sulla torre più alta.
CHIESA DI SANT’AGOSTINO
Piccolo scrigno di opere d’arte, di solito la Chiesa di Sant’Agostino viene tralasciata. Merita, invece, una visita più attenta per scoprirne i tanti gioielli.
Da vedere:
- la volta della chiesa, affrescata da Sebastiano Mainardi, raffigura i dottori della Chiesa (Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio);
- il pavimento in maiolica è opera di Andrea della Robbia;
- Sull’altare maggiore l’Incoronazione di Maria del Pollaiolo;
- nella cappella del coro, le Storie della vita di Sant’Agostino, ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli.


La maggior parte delle fotografie sono di Marco Sorio; ne ho scaricato altre di Google-Immagini.
