
Non il grillo ma il gatto
del focolare
or ti consiglia, splendido
lare della dispersa tua famiglia.
La casa che tu rechi
con te ravvolta, gabbia o cappelliera?,
sovrasta i ciechi tempi come il flutto
arca leggera - e basta al tuo riscatto.
(Eugenio Montale, Le occasioni)
Questa splendida poesia di Montale fa riferimento al 1938, l’anno delle leggi razziali. Ed è dedicata a un’amica ebrea, Liuba Blumenthal, costretta ad andarsene dall’Italia per sfuggire alle persecuzioni.
Liuba è probabilmente tedesca, l’unica superstite di una famiglia ebrea dispersa, ed è in cerca di una nuova patria.
Non il grillo ma il gatto
del focolare
or ti consiglia, splendido
lare della dispersa tua famiglia.
Il riferimento iniziale al grillo riguarda, ovviamente, quello di Pinocchio, dispensatore di buoni consigli. A differenza di Pinocchio, però, Liuba porta con sé il gatto, simbolo del focolare domestico.
“Ora a consigliarti di partire non è il grillo, ma il gatto che sta presso il focolare, splendido nume tutelare della tua famiglia dispersa”. Il momento evocato dall’avverbio or è quello dell’emanazione delle leggi razziali (1938), che costringono l’ebrea Liuba a lasciare l’Italia per ricongiungersi a parte della sua famiglia (probabilmente in senso lato: il popolo ebraico) da lungo tempo disgregata e sparsa per l’Europa.
Liuba, fuggiasca e senza casa, non può essere consigliata da un grillo, ma ricorre alla tutela del suo gatto. Il gatto sta nel bagaglio di Liuba: forse una gabbietta, forse una semplice cappelliera. Questo particolare, fra il serio e il faceto, illumina il tema del viaggio. “La casa che ti porti dietro e che è una cosa sola con te, sia essa una gabbia o una cappelliera”; la donna ha con sé, come unico bagaglio, un contenitore leggero, come potrebbe essere una gabbia o una scatola per cappelli.
(la casa che tu rechi…)
sovrasta i ciechi tempi come il flutto
arca leggera - e basta al tuo riscatto.
Sono i tempi bui (ciechi perché privi della luce della ragione) del nazismo, gli anni infausti che precedono la seconda guerra mondiale.
Ma il bagaglio-casa che Liuba si porta appresso, come una barca leggera, riesce ad aver ragione (sovrastare) dei flutti marini.
Il termine arca è tuttavia più pregnante: ricorda l’arca di Noè che salvò dal diluvio uomini e animali: qui la donna e il gatto. Perché c’è un rapporto di somiglianza tra il diluvio universale, che pose fine all’umanità (secondo il racconto della Bibbia), e la situazione storica, cominciata nel 1938 e poi sconvolta dalla bufera della violenza. Soprattutto verso gli Ebrei.
…basta al tuo riscatto
Straordinaria chiusura poetica: la casa col gatto permetterà a Liuba di sovrastare quegli anni disumani e di riscattarsi. Sarà il riscatto di sé e della propria identità; il riscatto dall’ideologia perversa secondo la quale è reato appartenere a un’etnia.
METRICA
La poesia è composta da versi endecasillabi, settenari (uno sdrucciolo) e un quinario.
L’unica rima, gatto: riscatto, lega, come in una ballata, il primo all’ultimo verso; le altre rime sono tutte interne o al mezzo.
Testo di riferimento: EUGENIO MONTALE, Le occasioni, 1939 (qualsiasi edizione)
