IL DUOMO di Modena – la facciata

Simbolo della fede e del culto della comunità modenese dell’XI sec., venne realizzato per conservare le spoglie del Patrono della città, San Geminiano, vissuto tra il 312 e il 397, e suo secondo vescovo.

Il lombardo Lanfranco fu l’architetto e sovrintendente ai lavori; Wiligelmo lo scultore. Essi, in un perfetto connubio fra strutture architettoniche e plastiche, dove l’una non ha ragione di essere senza l’altra, diedero vita a una delle più belle creazioni dell’architettura romanica.

Una iscrizione sulla facciata ricorda che la posa della prima pietra avvenne il 9 giugno 1099.

I lavori procedettero velocemente e, nel 1106, vi fu trasportato il corpo del patrono. La consacrazione solenne del nuovo duomo avvenne circa ottanta anni dopo, nel 1184, per opera del papa Lucio III.

Alla fine del 1100, Maestri campionesi lavorarono alla “gran fabbrica”, di padre in figlio, apportandovi alcune modifiche, fino al 1323.

LA FACCIATA

La facciata è tripartita da pilastri che seguono, nell’altezza, il profilo delle navate interne. Sopra corre una galleria a colonnine, divisa in trifore.

Il grande rosone gotico e i due portali laterali sono opera di Anselmo da Campione.

Il portale mediano, detto Porta Maggiore, è un capolavoro. È un tipico esempio di portale romanico del Nord d’Italia, senza strombatura, con piedritti riccamente scolpiti, architrave ed archivolto pure scolpiti e assenza di lunetta.

Quasi tutte le sculture della facciata sono opera di Wiligelmo.

Note:

  • ARCHITRAVE:Elemento architettonico disposto orizzontalmente al di sopra dei due elementi portanti (piedritti), su cui s’appoggia oppure s’incastra.
  • ARCHIVOLTO: elemento architettonico che corona l’arco di una porta o finestra o di altra apertura avente varie funzioni (acquedotti, navate).
  • PIEDRITTI: elemento architettonico verticale portante, che sostiene il peso di altri elementi.
  • PROTIRO: Il protiro è una parte del portale. È un termine architettonico, derivato dal greco, che indica un piccolo portico posto a copertura dell’ingresso principale di una chiesa.
  • STROMBATURA: Conformazione svasata verso l’esterno o verso l’interno di aperture di porte o finestre; la strombatura esterna è caratteristica soprattutto dei portali monumentali dell’architettura medievale, spesso arricchita con ornamentazioni architettoniche e scultorie di eccezionale bellezza.

IL PROTIRO

La Porta Maggiore è preceduta da un protiro, sorretto da leoni stilofori romani. Sormontato da una edicola, reca vari rilievi di Wiligelmo.

Un leone e una pantera sono assaliti da due serpenti che li mordono sul dorso.
Un personaggio nudo, con un berretto appuntito, è a cavalcioni di un essere mostruoso, col corpo d’uccello, coda di pesce e testa di capra.
Due cervi, con una sola testa, piegata verso il basso come per bere.

I due leoni stilofori risalgono al I sec. d.C. e provengono da un monumento romano. Le zampe, però, sono state rifatte.

LA PORTA MAGGIORE

La Porta Maggiore è opera di Wiligelmo.

La decorazione del portale è incentrata sul messaggio salvifico di Cristo.

Lungo gli stipiti e sull’archivolto è scolpita l’umanità che lotta su questa terra, in una “selva oscura”, per raggiungere la salvezza.

Nella parte interna del portale sono invece scolpite le immagini di quei profeti che annunciarono la venuta di Cristo.

STIPITI – parte esterna

Sugli stipiti sono scolpite scene di lotta tra uomini ed animali all’interno di intrecci di rami, che rappresentano la selva della vita.

Stipite esterno del Portale maggiore: la selva e le sue insidie

ARCHIVOLTO

Sull’archivolto continua il tema della selva, della lotta di uomini e animali, ma poi appaiono immagini di vendemmia, simbolo del messaggio di vita cristiano.

Uomo in lotta con animali
Vendemmia

Al vertice dell’arco, in maniera inusuale, la raffigurazione di Giano bifronte, con il fallo in evidenza. Simbolo di porta e di passaggio, Giano è spesso utilizzato, nei cicli medievali, per simboleggiare il mese di Gennaio. In questo contesto, rappresenta l’elemento di rinascita e di passaggio, insito nel messaggio di Cristo.

Ai lati di Giano, due vegliardi, stanchi per la fatica della vita, si avvicinano alla meta.

Giano
Un vegliardo

ARCHITRAVE

Agli estremi dell’architrave, due personaggi (un contadino ed un chierico) sono ritratti nell’atto di cogliere e mangiare l’uva della Salvezza.

Il contadino raccoglie l’uva
Al centro, un mascherone emette dalla bocca dei tralci che generano tre rigogliosi rosoni di vite per parte.
Il chierico e l’uva

STIPITI – parte interna

Nella parte interna degli stipiti, al di sotto di archetti su colonne (con decorazioni tutte diverse), sono raffigurati alcuni dei profeti che hanno annunciato la venuta di Cristo.

la parte interna degli stipiti

Alla sommità dei piedritti due angeli trasmettono il messaggio divino ad Abacuc e Mosè.

I profeti sono rappresentati con volti ed atteggiamenti tutti diversi. Le decorazioni degli archi e delle colonne, nonché le torricine laterali rimandano alla Gerusalemme celeste e quindi alla loro condizione paradisiaca.

Zaccaria
Isaia
Mosè

LE LASTRE CON LE STORIE DELLA GENESI

Quattro lastre con altorilievi, che decorano la facciata del duomo, raccontano le storie della Genesi.

Scolpite da Wiligelmo, sono il capolavoro dello scultore e uno dei capolavori della scultura romanica tutta.

In un primo tempo, è probabile che le lastre fossero disposte tutte ai lati del portale centrale; poi, quando i Maestri campionesi aprirono i portali laterali, due di esse furono spostate e ora si trovano ad altezze diverse.

Le scene si susseguono, in narrazione continua, sotto di una galleria di archetti sorretti da mensole e da due colonne, che idealmente le separano. Si leggono da sinistra a destra.

PRIMA LASTRA: Creazione dell’uomo, della donna e il peccato originale

  • Dio appare a sinistra racchiuso in una mandorla sorretta da angeli, con un libro in mano.
  • Dio crea Adamo, facendolo sorgere dalla terra.
  • Adamo si addormenta appoggiato ad una roccia in riva all’acqua; Eva esce dalla costola di Adamo, porgendo fiduciosa la mano a Dio.
  • Il serpente, attorcigliato all’albero del Bene e del Male, offre a Eva il frutto proibito;
  • Adamo lo mangia; entrambi, divenuti coscienti della propria nudità, si coprono con una foglia di fico.

SECONDA LASTRA: Cacciata dal Paradiso Terrestre

  • Dio rimprovera Adamo ed Eva, che esprimono la loro vergogna e disperazione portandosi la mano al volto.
  • Adamo ed Eva vengono cacciati da un angelo con la spada sguainata.
  • Adamo ed Eva costretti al faticoso lavoro nei campi: stanno zappando intorno ad un albero che appare assai poco rigoglioso.

TERZA LASTRA: Sacrificio di Caino e Abele, uccisione di Abele e rimprovero di Dio a Caino.

  • Abele offre un animale all’ara di Dio che lo guarda benevolmente.
  • Caino offre un fascio di spighe all’ara di Dio il quale, però, accetta solo i doni di Abele.
  • Caino uccide Abele a colpi di bastone.
  • Caino viene rimproverato da Dio che solleva su di lui la mano, nel gesto di condanna e maledizione.

QUARTA LASTRA: L’uccisione di Caino e l’Arca di Noè

  • Il cieco Lamech, con il cappello a punta degli ebrei, scocca una freccia e colpisce Caino al collo, uccidendolo.
  • Noè e la moglie nell’Arca. Molto bella la rappresentazione dell’arca, simbolicamente assimilata ad una basilica.
  • Noè scende a terra con i figli dopo la fine del diluvio.

ALTRI RILIEVI DELLA FACCIATA

La lastra raffigurante Elia ed Enoch, che sorreggono una lapide, è di particolare importanza, perché lo scritto fa esplicito riferimento alla data di fondazione della Cattedrale ed alla figura di Wiligelmo.

La costruzione di questa casa del grande Geminiano è iniziata … [nel] mese di giugno nell’anno… mille cento meno uno. Ora, per opera della tua scultura, è chiaro, o Wiligelmo, di quanto onore tu sia degno fra gli scultori”.

Si noti che Elia ed Enoch sono due profeti che non hanno conosciuto la morte materiale; sono quindi simbolo di immortalità.

Altre due lastre murate in facciata raffigurano, in uno stile che richiama le sculture classiche, due geni funerari (uno dei quali accompagnato da un ibis) che spengono la fiaccola della vita, tema ripreso dalla simbologia dei sarcofagi romani.

LOGGIA

Al secondo piano del protiro, la facciata è attraversata da una loggia costituita di sei trifore le quali occupano gli spazi tra le lesene. I capitelli delle lesene sono particolarmente interessanti: le figure hanno una forte dimensione plastica.

Gli arieti in lotta coi mostri, le zampe dei quali superano le lesene e si appoggiano al muro della facciata.
La testa della sirena si appoggia all’abaco del capitello.
I personaggi accucciati escono dagli angoli, occupando lo spazio delle volute vegetali dei capitelli corinzi.

ROSONE

La parte alta della facciata fu notevolmente modificata, durante la fase campionese, mediante l’inserimento del rosone, con lo scopo di aumentare la luminosità della navata: esigenza del primo periodo gotico in Italia (XII-XIII secc.) .

Il rosone con le sculture di Wiligelmo
La cornice esterna del rosone è caratterizzata da una sequenza di boccioli di rosa: è la firma della famiglia di Campionesi operanti a Modena.

Al di sopra del rosone sono murate alcune sculture risalenti al periodo di Wiligelmo: sono i simboli degli Evangelisti (forse parte di un pulpito smembrato), e di un rilievo raffigurante Sansone (o Ercole) che uccide il leone.

Angelo e leone: san Matteo e san Marco
Aquila e toro: san Giovanni e san Luca
Sansone (o Ercole) e il leone

A un maestro campionese (1200 circa) risale invece il Cristo in Gloria, collocato al centro.

FINE DELLA PRIMA PARTE