
Mi chiamo Virginie, ho la loro stessa età. Oggi, di tutti e tre, Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre.
Straordinario libro di Valérie Perrin che ha come tema l’Amicizia. Mi è venuto da scriverla con la A maiuscola, perché quel sentimento prezioso è qui sviscerato in ogni suo risvolto , in ogni sfumatura.
La storia si snoda in due tempi: il 1986 e il 2017. Trentun anni.
Nel 1986 Nina, Adrien ed Étienne hanno dieci anni quando, in quinta elementare, si ritrovano compagni di banco. E diventano inseparabili. Si cercano, passano insieme ogni minuto, condividono gli stessi sogni, canzoni, promesse, conquiste; ma anche i lutti e le disarmonie della vita.
Étienne è bello, svogliato, ricco; figlio non voluto dai genitori. Adrien è intelligente, scrupoloso, timido; con una madre hippie e un padre assente. Nina vive col nonno, dopo essere stata abbandonata dai genitori: è brillante, perspicace e sogna l’amore assoluto, quello che ti toglie il fiato e dura tutta la vita. Ed è Nina il collante dei tre.
Trentun anni dopo non si parlano più. Qualcosa li ha separati in modo irreparabile.
Nel 2017 un’automobile viene ripescata dal fondo del lago di La Comelle – il paesino dove i tre sono cresciuti. Il caso viene seguito dalla giornalista Virginie, un misterioso personaggio, che conosce ogni aspetto di quell’amicizia.
Ma chi è Virginie? E c’è qualche rapporto fra quell’auto e i tre?
La trama del romanzo si costruisce intorno a queste tracce.
Valérie Perrin è una grande scrittrice, geniale nell’incrociare storie e destini, nel cogliere il profondo delle cose della vita.
Sul filo di una vicenda a volte struggente, ma anche dura e inesorabile, l’autrice ci conduce al cuore e nei meandri dell’adolescenza, del tempo che contraddice, che passa, che passa e separa.
Eppure resta la sensazione che non tutti i sogni siano falliti, non tutte le speranze siano spezzate, non tutte le canzoni siano compiute. Né che tutta l’innocenza sia andata perduta.
