PISANELLO, La Madonna della quaglia

VERONA, Museo di Castelvecchio

Questo piccolo straordinario quadro (probabilmente il pannello centrale di un polittico di devozione privata) è la prima opera nota di Pisanello, e un capolavoro. Per la dolcezza, per i volti puri della Madonna e del Bambino, per le linee morbide. I temi sono la maternità immacolata di Maria e la prefigurazione della Passione di Gesù.

Guardiamo.

La Vergine è al centro, modellata dalla linea sinuosa del mantello blu, foderato d’ermellino. Sotto, ha una veste dorata a disegni rossi e bordata al collo e ai polsi di ricami preziosi. Maria è sottile e bambina. Ha lunghe mani affusolate, lunghi capelli biondi sciolti, coperti da un velo finissimo; lungo anche il collo. Il suo incarnato ha tinte morbide e delicate.

Seduta su due preziosi cuscini posati per terra, secondo l’iconografia della Madonna dell’umiltà (che è il contrario della Madonna in Trono, dove la Vergine è ritratta seduta su un trono o un ampio seggiolone), tiene sulle ginocchia un vivace bambino in piedi, coperto da un velo trasparente; della stessa finezza di quello che copre il capo di lei e probabile prefigurazione del sudario.

Due angeli che, formano una composizione a parentesi, stanno incoronando la Vergine con una corona preziosissima, in oro sbalzato. E il fondo oro, essendo l’oro il colore di Dio, dà all’ambientazione un’aria di paradiso.

Il gruppo della Vergine col Bambino è, infatti, al centro di un lussureggiante “hortus conclusus” (giardino recintato), delimitato da una siepe di rose, arrampicata su una spalliera intrecciata. Il roseto è attributo tradizionale della Vergine: ne richiama la purezza. Il significato è qui accentuato dall’assenza di spine; essendo le spine simbolo del peccato originale. Ma la Madonna è “Immacolata Concezione”, scevra dal peccato.

Il simbolismo vegetale è completato da molti fiorellini, poco riconoscibili, da viole e da un garofano in basso a sinistra, anche questo attributo della Vergine, e insieme fiore del paradiso.

Interessante è anche il significato degli animali:

  • i due cardellini rinviano alla crocifissione di Cristo, occasione in cui, secondo la tradizione, si macchiarono il piumaggio di rosso;
  • la quaglia, invece (qui cicciotta e quasi stonata nel clima fiabesco dell’hortus) è simbolo del cibo eucaristico. (vedi nota sotto)

Riferimenti:

Quest’opera, appartenente al periodo del Gotico Internazionale, mostra chiari richiami ad altri autori coevi e in particolare a

  • Michelino da Besozzo della Madonna del Roseto (che si trova nella stessa sala del museo di Castelvecchio, per cui il confronto è immediato), sia nel lavoro a pastiglia del fogliame e dei fiori, sia nella linea mobile e raffinata, e nella eleganza delle proporzioni;
  • Gentile da Fabriano, richiamato nel Bambino e negli angeli, e soprattutto nella nuova monumentalità delle figure.

MICHELINO DA BESOZZO, Madonna del roseto, Verona, Museo di Castelvecchio (già attribuita a Stefano da Verona)

GENTILE DA FABRIANO, Madonna col bambino, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

GENTILE DA FABRIANO, Madonna dell’umiltà, Pisa Museo nazionale di San Matteo

NOTA

Quaglia, simbolo: le coturnici o quaglie si trovano nell’episodio biblico noto come miracolo delle quaglie, narrato nell’Esodo e nei Numeri: è il momento in cui il popolo d’Israele, guidato da Mosè e Aronne e stremato dopo l’uscita dall’Egitto, viene sfamato con le quaglie che Dio ha fatto piovere dal cielo. In questo sta il rimando all’Eucarestia: il corpo di Cristo, che offre sé stesso per la salvezza di tutti gli uomini, è prefigurata dal cibo che Dio invia per la salvezza del suo popolo.

Bibliografia:

LEANDRO VENTURA, Pisanello, Giunti 1996.

Pisanello, il tumulto del mondo, catalogo della mostra tenutasi a Mantova, nel Museo di Palazzo Ducale, 7 gennaio 2022-8 gennaio 2023.

Ho scaricato le immagini da Wikipedia.